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Il cane fantasma

 

Questa è una storia vera, me l’ha raccontata Martino, il bambino che mi sta vicino.

Qualche tempo fa i suoi genitori, dopo essere stati implorati per mesi e mesi da Martino, si decisero ad adottare un cane. Il bimbo era felicissimo perché aveva ottenuto ciò che voleva: “Non sarebbe stato, poi, così tanto difficile sceglierlo” pensò Martino, bastava che fosse  bello, ubbidiente e che facesse esclusivamente quello che gli diceva lui.

Dopo una grande bizza, Martino si dovette accontentare dell’unico esemplare (non bello come intendeva lui) che gli si avvicinò: si, perché Martino è un bambino arrogante, presuntuoso e pure maleducato ed i suoi genitori lo difendono sempre anche quando sbaglia con noi altri bambini.

Così Martino si portò a casa la cagnolina (era una femmina) e cominciò con lei una grande lezione di addestramento: gli lanciava i legnetti perché lei li riportasse e se la povera Silly (scema, è questa l’ignobile  traduzione del nome che Martino aveva dato alla sua fedele amica) non lo faceva, lui la prendeva a pedate. Qualche volta se lei non ubbidiva la lasciava anche senza mangiare. I suoi genitori non gli dicevano mai niente: stavano ore ed ore davanti al cellulare anche quando avevano finito di lavorare.

Ma un giorno le cose cambiarono: Martino veniva a scuola sempre più assonnato ed impaurito. Non bullizzava più nessuno di noi, non rubava la merenda più a nessuno, ma anzi, sembrava guardarci con un’espressione di aiuto.

Così un pomeriggio, all’uscita di scuola, io, che avevo giurato di non considerarlo più perché me le aveva fatte di tutti i colori, mi fermai a chiedergli cosa avesse. Era meglio se non l’avessi fatto perché la storia che mi raccontò mi fece accapponare la pelle.

Mi raccontò che dopo pochi giorni che aveva preso Silly e le aveva fatto i peggio dispetti, per puro divertimento, di notte iniziò a sentire una strana presenza ai piedi del letto. Un vento gelido si intrufolava sempre tra le lenzuola fino ad arrivare ai piedi ed una volta che era arrivato fin là, sentiva delle grandi mani che lo tiravano sempre più giù. Martino la prima sera non volle guardare e implorò chiunque fosse di smettere, ma le sere successive (perché il fatto si ripresentò puntualmente allo scoccare della mezzanotte) decise di aprire un solo occhio e vedere chi mai fosse.

Non potete credere a quello che Martino mi raccontò di aver visto: in fondo al suo letto c’era una grossa figura biancastra con il volto di Silly, con lunghe zampe con artigli affilatissimi e due piccoli ed inquietanti occhi rossi che lo fissavano. Martino iniziò ad urlare ma la voce non usciva. E più urlava, più la biancastra figura gli si avvicinava. 

Martino mi raccontò che aveva provato ad abbandonare Silly, ma lei, puntualmente, la sera si ripresentava alla porta di casa e se lui non apriva, lei riusciva a entrare passando dai muri. Non ho mai visto Martino così tanto terrorizzato: non voleva più andare a casa e tantomeno nel suo letto, la sera.

Quella fu l’ultima volta che vidi Martino impaurito e sempre un po’ arrogante. Il Martino che vidi il giorno successivo era un bambino più sereno e soprattutto rispettoso: la prima cosa che disse entrando in classe fu: “Buongiorno e scusatemi per tutto quello che ho combinato fino ad oggi!” 

Rimanemmo tutti a bocca aperta, ma cosa era accaduto?

Bhé, quella notte Silly era ricomparsa in fondo al letto ancora più spaventosa. Addirittura questa volta la sua bocca spalancata mostrava denti affilatissimi. Martino iniziò a tremare ed a chiedere perdono per le cattiverie che aveva inflitto alla povera cagnolina. Ma lei continuò a strisciare ancora sopra di lui e quando fu all’altezza del volto, dalla grande bocca cominciarono a scendere fili di bava gelatinosa e fredda. Martino scese dal letto e gridando “cambierò”, corse via in giardino piangendo. E Silly, dopo quelle parole, proprio quelle che voleva sentire, svanì.

Anche la Silly in carne ed ossa sparì ma Martino non provò a cercarla. 

Di quella storia non ne parlaimo più ma, sotto sotto, so che Martino ci pensa ancora. Anch’io ci penso poiché sono convinto che Silly sia un cane fantasma, venuto sulla terra per dare una lezione a tutti quei bambini che non si comportano poi così tanto bene con i più deboli.