Ore 7,00 – Appena ho sentito il picchio battere sulla corteccia dell’albero vicino casa mia, ho capito che era l’ora di alzarsi e di mettersi in viaggio. Le borse erano già pronte da un giorno, quindi dovevo solo vestirmi.
Ore 8,30 – Sono partito dopo una ricca colazione con muffins ai mirtilli di rovo e tè speziato alla lavanda.
Ore 10 – Ho sorvolato il grande bosco confinante con la mia radura e mi sono ancor più convinto della bellezza del Creato.
Ore 12,00 – Sono arrivato a destinazione: Valdirose è un luogo bellissimo.
La sua Signora è venuta subito ad accogliermi insieme al suo Re ed alla piccola Principessa. Mi hanno fatto accomodare nella torre più alta del castello, dove è possibile vedere oltre l’orizzonte e perdersi oltre l’infinito.
Ore 13,00 – Pranzo tutti insieme
Ore 14,00 – Pisolino sotto la siepe di lillà: il suo profumo è un dolce cullare. Al mio risveglio la piccola Principessa mi ha portato a visitare Firenze con la sua carrozza. Abbiamo giocato a campana ed espresso tanti desideri facendo volare gli steli di soffioni trovati lungo la via del ritorno.
Ore 20,00 – Rientro al castello e cena tra gli ulivi
Stanco per l’intensa giornata mi sono coricato abbastanza presto, tra le morbide e profumate lenzuola in lino. Continuavo a guardare il riflesso, creato dalla luna, degli arbusti del giardino che danzavano al passaggio del vento. Quanto ho pensato, quanto ho creato, quanto ho sognato. Poi mi sono pian piano addormentato.
Il giorno seguente, dopo una piacevolissima colazione, mi sono trattenuto a “chiacchiera” con i Signori di casa. Ho fatto vedere loro il mio spettacolo di pulci salterine ed ho promesso le spettacolari lanterne di lucciole per le loro estati in giardino: gliele manderò con il mio corriere speciale: Pinolo!
Poi, dopo un grande abbraccio, ci siamo salutati.
P.S:- Ho scoperto grazie alla piccola Principessa che il polline può sapere anche di rapa!
Di viaggi ne ho fatti tanti, tutti belli e particolari, ma questo mi è rimasto nel cuore…
Grazie Signor Paolo, Signora Irene e Signorina Bea, è stato un piacere essere stato vostro ospite: mi sono sentito un’illustrissimo Signore.
Infinite grazie
Signor Fox
